Programma

Politico

Il programma politico è diviso in diverse categorie all’ interno delle quali ho proposto azioni più o meno complesse che hanno come denominatore comune il fatto essere possibili e concrete.

Le categorie verranno implementate nel tempo e proporranno soluzioni che verranno elaborate anche con il contributo di chi voglia partecipare.

L’idea è quella di un brainstorming collettivo e permanente, di un laboratorio di idee, open source e apartitico, sulla Sardegna che vorremmo e sul come realizzarla.

Una tempesta di cervelli si abbatterà sull’ isola!

Let’s Ayò!


Agorà

La dimensione della partecipazione politica deve essere interiorizzata nell'uomo, per poter fare di esso un cittadino.. Rousseau

Gli anni recenti hanno visto la "società civile" sempre più protagonista di grandi cambiamenti: iniziative per la difesa del territorio, per la tutela del paesaggio, e altre iniziative nate dal "basso", vissute capillarmente e in forma democratica, denotano un desiderio di partecipazione che è l'elemento importante da cui si è partiti per proporre il progetto. Il minimo comune denominatore del progetto e delle rubriche proposte, ciò che si vuole in qualche modo favorire, è appunto la partecipazione dal basso dei cittadini affinché essi diventino attori protagonisti della vita politica, economica, sociale e culturale. Il cittadino oltre ad essere politico ed amministratore della propria città può gestire meglio il proprio tempo, contribuire alla regolamentazione dell'economia e produrre egli stesso cultura. Tutto potrebbe apparire come una piccola utopia, in realtà non lo è. Occorre inoltre ridare dignità al termine politica, nella sua funzione essenziale e virtuosa, e  contribuire in qualche modo a risvegliare la voglia di partecipazione dei giovani Sardi. Il pensiero non poteva quindi non tornare alla genesi del termine, alla sua etimologia, e conseguentemente ai tempi e ai luoghi in cui nacque. Nell'antica Grecia la democrazia coincideva con la partecipazione diretta del popolo alle decisioni che riguardavano la polis, ossia la città. L'agorà greco era la piazza, centro della vita commerciale e politica, dove venivano prese le decisioni rilevanti. Nella città di Atene, insomma, tutti i cittadini, proprio perché cittadini, erano dei politici. Prendendo spunto da quello straordinario primo esempio di democrazia, chiaramente adattato ai nostri tempi e alla rivoluzione tecnologica in corso, questo blog vuole essere una piccola Agorà, un luogo d'incontro virtuale dove ciascun cittadino ha la possibilità di partecipare attivamene alla proposizione e allo sviluppo di idee riguardanti la Sardegna. All'interno di ciascuna area tematica, coordinata da mediatori appassionati e qualificati, ogni cittadino avrà la possibilità di partecipare attivamene alla proposizione e allo sviluppo di idee riguardanti la città. Un equipe giuridico altamente qualificato in una seconda fase espleterà le idee elaborate e sviluppate dandogli forma giuridica concreta attraverso veri e propri progetti di legge o di regolamentazione. Ricordando che le buone idee non sono né di destra né di sinistra, si realizzerà una effettiva partecipazione dei cittadini all'amministrazione così come garantita dal principio di sussidiarietà.

Ambiente

In varie regioni d' Europa, con caratteristiche ambientali meno favorevoli della Sardegna, esistono una serie di iniziative locali che si muovono verso uno sviluppo durevole e sostenibile e consente il raggiungimento della autosufficienza energetica. In un contesto di questo tipo, la Sardegna non può non muoversi verso una dimensione altamente tecnologica, laddove si veda la tecnologia come strumento funzionale al rispetto ambientale e al miglioramento delle condizioni di vivibilità dei cittadini. La Sardegna può diventare  modello di sviluppo per quanto riguarda la produzione di energia pulita attraverso l' utilizzo di vento e sole di cui raramente l' isola è priva e che potrebbe consentire ad interi territori di divenire autosufficienti in termini di energia. In tal senso occorre una adeguata regolamentazione normativa che favorisca e promuova lo sviluppo di una industria  dedicata alle energie rinnovabili, in particolare quella fotovoltaica e quella eolica. In tale direzione sarebbe sicuramente auspicabile la predisposizione di un fondo regionale di garanzia adeguato per chi vuole investire nelle energie rinnovabili e per chi realizza progetti di sviluppo del territorio concernenti  Bioedilizia Città sostenibiliEcocase, centri di ricerca specializzati. Allo stesso tempo e parallelamente occorre che la regione dia vita a un piano di mobilità sostenibile con incentivi e campagne di informazione volte a far conoscere le possibilità ed i ottenibili con l'acquisto di mezzi ecocompatibili. Particolare attenzione deve inoltre essere data alle piste ciclabili. Implementare la mobilità ciclabile significa agevolare, oltre la riduzione di emissione di gas inquinanti nell'atmosfera, il decongestionamento del traffico urbano. Per incoraggiare i cittadini a ridurre l'uso della propria auto è fondamentale creare una rete di collegamenti ciclabili continua, sicura e ben riconoscibile, nonché integrata con altre forme di mobilità. Il complesso delle piste ciclabili deve collegare vari ambiti e servizi urbani (stazione ferroviarie, strutture scolastiche, ecc.), ma anche i principali luoghi di interesse paesaggistico.

Cultura

Ogni popolo, con la sua cultura, ha un concetto differente di felicità. La cultura di cui si parla non è ancorata al concetto denaro e tanto meno è data da una sommatoria di conoscenze, viceversa è una cultura del tempo, è una cultura dell'arte, una cultura della fantasia. Ciò che dovrebbe essere il compito della politica non è allora quello di trovare soluzioni immaginarie e inesistenti al problema della felicità, ma semplicemente quello di tutelare la cultura, di cui è essa stessa è espressione, e di valorizzarla. L'obiettivo è quindi,  con un radicale cambiamento d'impostazione, quello di tutelare la cultura attraverso azioni concrete che consentano all'individuo di esprimere la propria creatività e alla collettività di beneficiarne. Ciò non può essere fatto se non educando alla cultura, promuovendo iniziative che ne consentano lo sviluppo e favorendo la possibilità di creare arte usufruibile in spazi appositi e nuovi. Produzioni dal basso Un azione precisa in tale direzione potrebbe essere quella di un fondo regionale che agevoli le produzioni dal basso di progetti artistici che necessitino di un budget minimo nelle fasi iniziali. Oltre che effetti pratici evidenti essa avrebbe un elevato valore simbolico. Arte moderna Altra azione possibile è la creazione di una fondazione privata, con una quota di partecipazione della Regione, che gestisca spazi appositamente dedicati all' arte moderna e contemporanea. Gemellaggi Ulteriore azione possibile è quella di favorire gemellaggi con altre regioni Europee. A tal fine, ogni anno la Commissione europea concede sovvenzioni ad azioni di gemellaggio che comprendano programmi educativi su aspetti europei attuali. La realizzazione di gemellaggi, e di iniziative più ampie che li accompagnano, è un operare che ha le sue radici in valide motivazioni che riguardano diversi e molteplici aspetti delle comunità locali. Queste motivazioni hanno il duplice obiettivo di contribuire all'unificazione europea e di allargare il campo dell'autonomia e l'orizzonte delle comunità locali. I benefici del gemellaggio sono enormi perchè consentono l'apertura verso nuove realtà e nuove conoscenze culturali, che si realizzano in uno spirito di collaborazione, amicizia e ospitalità In definitiva, occorre innescare un circolo virtuoso in cui beneficino della cultura e dell'arte coloro che la producono, coloro che vivono laddove essa si produce e i visitatori/turisti alla ricerca non solo della bellezza paesaggistica ma dell'essenza di un popolo.

Economia

La mia visione economica è quella che, seguendo l' insegnamento di economisti quali Serge Latouche,  abbatte il concetto di "crescere per crescere" e sostiene quanto già scritto da Pier Paolo Pasolini 30 anni fa e cioè che "il progresso non necessariamente coincide con lo sviluppo". Il modello economico è evidentemente fuorviante giacché basa la crescita economica, e conseguentemente la sensazione di benessere e progresso, sulla crescita del Pil In realtà, la equiparazione di benessere e Pil, obiettivo della politica economica globale non è veritiera. In primo luogo il Pil non distingue tra attività positive che contribuiscono al benessere e quelle negative che lo diminuiscono (danni ambientali, etc). In secondo luogo, la ricchezza di un territorio non sono solo i beni e i servizi ma anche la salute, la qualità della giustizia, la qualità della democrazia, la qualità delle relazioni sociali, la qualità dell'ambiente. In terzo luogo, la crescita del Pil non è sostenibile perchè il costo-opportunità (pubblicità, packaging, trasporto,etc.) è enorme. Pertanto occorre dirigersi verso una nuova politica economica che favorisca la dimensione locale della produzione e/o la condivisione del tempo. Una nuovo concetto di Banca (o la semplice trasformazione di quelle esistenti), che raccolga liquidità per investimenti da realizzare esclusivamente in Sardegna permetterebbe lo sviluppo del territorio e soprattutto una scelta consapevole dei risparmiatori che saprebbero dove vanno i loro risparmi e avrebbero una maggior facilità di controllo. Il momento che oggi viviamo è sicuramente drammatico dal punto di vista dei consumi ma può essere un ottimo momento per  dar vita a nuove pratiche socio-economiche. Ecco allora che alcune pratiche socio-economiche (come  mercati contadini, gruppi di acquistoautocostruzione, banca del tempo, etc) possono aiutare la collettività a superare il momento di crisi e, allo stesso tempo, a raggiungere forme più elevate di benessere individuale.

Istruzione

Con le modifiche introdotte dalla Legge Costituzionale 3/2001, che disciplina le competenze legislative dello stato e delle regioni, il nuovo art. 117 Cost., comma 2, prevede una legislazione concorrente in materia di istruzione. Per questa ragione la  Sardegna può e deve migliorare il suo Sistema educativo di istruzione e formazione attraverso la legge. Gli insegnanti ed i professori devono essere motivati attraverso valutazioni costanti che ne premiano, anche economicamente gli sforzi. Alcuni spunti, da sviluppare con il contributo di tutti gli operatori delle istituzioni scolastiche e formative, per arrivare a una legislazione condivisa possono essere:
  • una scuola elementare unita alle medie in modo da evitare duplicazioni e ripetizioni;
  • formazione omologata ai licei con flessibilità ed interscambiabilità dei sistemi;
  • risorse pubbliche unite ad investimenti di banche ed imprese;
  • fondo autonomo per progetti specifici legati a sport musica, cooperazione, innovazione.
Un modello di riferimento da tenere in considerazione è sicuramente il sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino legiferato  nel 2006. La Regione dovrà inoltre realizzare una adeguata informazione degli operatori delle istituzioni scolastiche e formative sul Programma della Unione Europea di istruzione e formazione durante l'intero arco della vita (2007-2013). In tal senso la regione deve promuovere ed incentivare la realizzazione di progetti inerenti alle azioni del Programma Comenius (2007-2013), nel campo dell'apprendimento permanente . Va inoltre perfezionato il programma Master&Back che permette ai giovani Sardi di realizzare una formazione fuori dai confini territoriali. Infatti, spesso e per assurdo, accade che il giovane che compie una esperienza nel resto d' Italia o all' estero non torni ma resti a lavorare fuori dalla sardegna facendo beneficiare della sua formazione imprese od enti che non hanno investito su di loro. Occorre quindi una regola di salvaguardia che tuteli la regione e non la faccia investire senza ricevere vantaggi. Allo stesso tempo occorre rendere più celeri le pratiche burocratiche di finanziamento e far si che l' incontro tra domanda e offerta di lavoro sia più rapido e più agevole.

Lavoro

Non si vuole eliminare la flessibilità lavorativa necessaria alle imprese, soprattutto di piccole dimensioni, per crescere ma vanno studiate soluzioni che impediscano abomini giuridici che consentono oggi lo sfruttamento dei lavoratori. Va sviluppato un grande progetto di collaborazione con le Università Sarde ed i suoi ricercatori per studiare soluzioni al precariato diffuso. Non è più tollerabile che una impresa o un ente pubblico facciano continuo uso di tirocinanti e/o stagisti che prestano la loro attività lavorativa a costo zero per poi essere sostituiti da altri tirocinanti e/o stagisti. Occorre disciplinare l' utilizzo di queste pratiche per esempio stabilendo che in un arco temporale  predeterminato (che potrebbe essere tra i 3 e i 5 anni) le imprese o enti pubblici possano far ricorso a tirocini o stage solo 2 volte. In  tal modo si avrebbe sicuramente più difficoltà a lasciar andare via un lavoratore che ha dimostrato professionalità e capacità. Stesso ragionamento per contratti di collaborazione o a progetto che vengono rinnovati in continuazione ogni trimestre/semestre non permettendo al lavoratore di acquistare stabilità e serenità. Questa pratica va limitata stabilendo che dopo un certo numero di rinnovi scatta l'assunzione a tempo indeterminato e che se questo non avviene è fatto divieto al datore di lavoro di iniziare lo stesso meccanismo di rinnovi con un altro lavoratore. Va creato lavoro con un piano di opere pubbliche che allo stesso tempo migliorino le città/paesi in cui viviamo. Va creato lavoro qualificato con la creazione di centri di ricerca di livello internazionale che consentano, in collaborazione con le Università,  agli eccellenti e giovani "cervelli" sardi di esprimere le proprie potenzialità nella propria  terra senza dover emigrare fuori dalla Sardegna e dall' Italia. In tal senso si deve dare continuità al programma Master&Back della Regione Sardegna ma occorre allo stesso tempo completarlo e migliorarlo (vedi programma politico: Istruzione). Ancora, attraverso un fondo di garanzia, va agevolato l'accesso al credito per le piccole imprese per consentirne lo sviluppo e la crescita, in particolare di quelle che agiscono in termini di innovazione in settori chiave come quello dell'energia rinnovabile, del turismo, etc.

Politiche Sociali

L'immigrazione da parte di chi tenta di sfuggire ad un destino di miseria andando verso la terra promessa occidentale diventa sempre più il fenomeno sociale del secolo, con tutte le problematiche ad esso connesse. E' indiscutibile il fatto che negli ultimi anni sia assistito a una grande espansione dell'immigrazione anche in Sardegna, conferma evidente di come non ci si possa esentare dal prendere in seria considerazione questo tipo di tematica. Quante persone conoscono ragazzi senegalesi, marocchini, asiatici, o di altre parti del mondo, arrivati nell'isola in cerca di fortuna? La domanda è ancora più difficile quando si chiede: quante persone li hanno per amici ? Certo il problema è complesso, e non si vuole trovare chissà quale soluzione in questo momento; inoltre si potrebbe dire che loro non fanno niente per avvicinarsi, che restano all'interno delle loro comunità, ecc. E' evidente allora che occorra da parte di tutti i cittadini uno sforzo maggiore perché si muovano i primi passi verso una maggiore integrazione; è evidente allo stesso tempo come l'amministrazione possa dare degli imput in tal senso segnando la direzione da seguire. L'amministrazione regionale deve quindi farsi promotrice di iniziative fortemente simboliche che dimostrino la volontà di conoscere e  farci conoscere. Una idea semplice e di facile realizzazione è una grande festa dell' immigrazione, uno o più giorni da dedicare agli immigrati, e in cui dare risalto alla loro cultura, consentirebbe a "noi" di conoscerli meglio e a "loro" di sentirsi più accettati, il che garantirebbe un maggiore rispetto reciproco fondamento indispensabile per una convivenza pacifica.

Turismo

Sono a favore di un turismo sostenibile e conseguentemente di una presenza di strutture e servizi turistici realizzati in modo tale da non distruggere o penalizzare il panorama, il mare e l'ambiente. Il turismo sostenibile protegge le spiagge e fornisce un reddito turistico ai cittadini residenti nell'entroterra. Alloggiare in B&B, agriturismo o in campeggi privi di pesanti strutture in cemento rappresenta una forma di reddito per cittadini del luogo e favorisce lo sviluppo sostenibile della zona come crescita del giro di affari nell'indotto commerciale (es. negozi, servizi, etc). Naturalmente occorre lavorare perchè esistano sistemi di trasporto moderni, ecologici ed efficienti, all' interno di un piano di mobilità sostenibile, che consentano al turista di muoversi con facilità verso la costa. Nel contesto di un turismo sostenibile si inserisce sicuramente la proposta di dar vita, attraverso legge regionale, a un nuovo tipo di ristorazione: la ristorazione familiare, . In un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo la ristorazione familiare, ossia la ristorazione offerta nelle case private ed all'interno dei mercati contadini , può essere un ottimo strumento per dare la possibilità a chi vive un momento di difficoltà di integrare il proprio reddito. L' idea è cioè quella di creare un nuovo tipo di servizio, soprattutto per il turista, che gli dia la possibilità di vivere la cultura del territorio visitato, anche dal punto di vista enogastronomico. Il modello da seguire è quello del B&B che ha avuto negli ultimi anni un grande sviluppo e che ha consentito  a molti territori sardi di uscire dall' isolamento in cui versavano. La normativa regionale potrebbe disciplinare questo nuovo istituto prevedendolo per un massimo di 6-8 persone e stabilendo dei requisiti necessari per l'autorizzazione come, per esempio, un titolo specifico rilasciato da scuole del settore ristorazione. In questo modo si darebbe a molti territori della Sardegna, e anche a determinati quartieri delle città più grandi, la possibilità di offrire più servizi ai turisti; allo stesso tempo, ai giovani e alle famiglie che vivono in questi territori  si darebbe la possibilità di restare e di integrare il proprio reddito. A titolo esemplificativo si può immaginare un piano qualificazione di quartieri come Sant' Elia o come il villaggio pescatori che prevede tra i suoi punti principali anche la ristorazione familiare, per dare soluzioni concrete ed evitare sempre solo di parlare, parlare e non fare. E' indispensabile inoltre un grande centro servizi in cui i turisti possano prendere visione di tutte le offerte del territorio, effettuare prenotazioni, acquistare soluzioni personalizzate, e da cui partire con escursioni quotindiane verso i centri di interesse.

Uffici Regionali

Se è indubbio che Soru abbia portato a termine importantissime riforme è allo stesso tempo certo che abbia commesso anche alcuni errori. Nella precedente legislatura uno dei suoi errori è stato sicuramente quello di non ascoltare la voce dei dipendenti regionali che, alla fin dei conti,  sono  quelli che realmente portano avanti la macchina regionale. Poiché errare humanum es, perseverare autem diabolicum è mia convinzione che questo non debba accadere accada più e che si debba elaborare un  progetto di riforma degli uffici regionali che tenga conto delle idee provenienti dai dipendenti. In tal senso gli indirizzi della Giunta Regionale al Coran, nel procedimento previsto dall'art. 63 della legge 31/98, dovranno essere rivolti a sburocratizzare la macchina regionale con interventi di innovazione culturale, tecnologica e organizzativa. Dovrà essere elaborato un piano di produttività serio e basato sulla meritocrazia, che garantisca ai dipendenti premi e progressione e che consenta agli uffici di essere più efficaci e più efficienti. Verrà inoltre proposto un piano sperimentale di telelavoro così come già avvenuto in altre regioni di Italia, quali Lombardia e Toscana. Attraverso il confronto con i sindacati occorrerà individuare le caratteristiche delle attività telelavorabili, le unità organizzative dove queste attività vengono svolte e i potenziali candidati alla sperimentazione.