Stamattina mi son svegliato, ho acceso la radio e non ho sentito “o bella ciao” ma Marco Carta.
Sembra cha abbia vinto il festival di Sanremo.
Dopo essermi chiesto come una canzone così mediocre potesse aver vinto (pur avendo ascoltato solo un’altra canzone, di Alexia, che però mi sembrava decisamente migliore) ho acceso il computer e sui giornali online ho letto che Maria de Filippi era ospite del festival.
Ho poi letto che il vincitore veniva decretato anche con il televoto, dopo che proprio nei giorni scorsi è venuto fuori che il televoto è assolutamente falsato e manipolato dai futuri vincitori.
Il vincitore inoltre nei giorni scorsi, in stato confusionale evidente, ha affermato che “quando ha governato, Soru ha fatto cose che non mi sono piaciute, tipo rovinare una spiaggia bellissima nel centro di Cagliari”.
Ora, io sarò anche esagerato per i miei continui sospetti ma tutto ciò mi puzza di bruciato.
Tra il serio e il faceto verrebbe d apensare che Berlusconi abbia iniziato a mantenere le sue promesse e lo abbia fatto a modo suo perché con la vittoria di Carta allo stesso tempo ha preso 3 piccioni con una fava: ha fatto un grande spot alla sua televisione e ad uno dei suoi programmi, ha premiato il giovane cantante per lo spot che gli ha regalato nei giorni scorsi, ma soprattutto ha fatto si che si compiesse lo slogan del suo ultimo spot elettorale perché finalmente la Sardegna è tornare a sorridere!!
Tutto ciò nel giorno in cui il carismatico Franceschini, attraverso un gioco di prestigio del partito cui appartiene, vince un altro festival, questa volta politico, e diviene nuovo segretario del PD.
L’unica cosa buona fatta dal PD, dopo la sua nascita, sono state le primarie che hanno consentito di eleggere in maniera democratica il suo precedente segretario e che oggi sono state di fatto impedite e rimandate ad Ottobre.
Non si capisce perché Franceschini debba dare una sua impronta temporanea al partito (viste anche le imminenti elezioni europee) che magari verrà cancellata dopo solo sei mesi.
Non si capisce perché Franceschini, vista la grande visibilità che gli daranno questi sei mesi di segretariato, debba partire da una posizione di vantaggio nelle prossime primarie.
Mi ricorda quanto successo per le elezioni dell’attuale Papa Ratzinger cui era stata data grande visibilità attraverso i funerali di Papa Giovanni Paolo II e attraverso la Santa Messa “Pro Eligendo Romano Pontefice”, prima del Conclave convocato per l’elezione del nuovo Papa.
In conclusione, e aprescindere da questo piccolo ricordo ecclesiastico, non si capisce perché abbia vinto Carta e non si capisce perché abbia vinto Franceschini.
Una sola cosa è certa: questo magnifica penultima settimana di Febbraio ci ha regalato una Sardegna protagonista a tutti i livelli, politici e musicali, che riesce ad accomunare in un sol colpo Marco Carta e Dario Franceschini in un binomio unico e vincente.
Che tristezza!