In attesa dei dati definitivi che determineranno la composizione del consiglio è comunque possibile effettuare una prima analisi sull’andamento delle ultime elezioni Sarde.
Perchè ha perso Soru?
Semplicemente perchè in questi 5 anni ha attuato con troppa autorità, come tempo fa dicevo al direttore di altravoce Giorgio Melis. Sarà banale ma è asolutamente vero e le modalità con cui si è data vita alla legge statutaria è esemplificativo.
Soru ha perso perchè quando si eliminano privilegi o si va contro interessi di lobby importanti occorre farlo con tatto e con il dialogo perchè viceversa non si fa che amplificare il malcontento.
Soru ha perso perchè con lui sono spariti alcuni privilegi ma ne sono nati tanti altri, basti pensare alla stipula di numerossssime convenzioni all’interno dell’organizzazione regionale che di fatto ha mortificato le competenze e le professionalità già esistenti, creando ulteriore malcontento.
Soru ha perso perchè non si può predicare bene per poi razzolare male. Con tutti i distinguo e le giustificazioni possibili può risultare fastidioso e facilmente strumentalizzabile bloccare (giustamente) la costruzione sulle coste e poi comprare una villetta ed altri complessi a due passi dal mare.
Soru ha perso perchè ha incentrato la campagna nello scontro con Berlusconi e negli scontri personalizzati Berlusconi è più forte.
Soru ha perso perchè il popolo Italiano è un popolo poco attento e facilmente manipolabile da una informazione direzionata dall’alto.
Soru ha perso perchè ha fatto il contrario di quanto aveva fatto nelle precedenti elezioni quando aveva formato una lista indipendente che in qualche modo usciva dai tipici schemi politici predefiniti di partito.
Entrare nel PD è stato un errore politico enorme perchè è un partito nato vecchio se non già morto.
La nascita del PD mi hafatto pensare a suo tempo a una fusione tra due società di capitali, solo che in quel caso erano due società politiche. L’obiettivo che si era dato era impossibile da realizzare perchè con tutta la buona volontà non si possono far andare d’amore e d’accordo persone che in partenza hanno filosofie di vita differenti.
Non si può perchè anche la filosofia sulla visione dello Stato deve essere assolutamente comune e laica mentre nel caso specifico così non era e non è.
La verità è che la nascita del Pd ha fatto cadere il governo Prodi che, pur con tutte le difficoltà derivanti dalla mancanza di una maggioranza effettiva, stava facendo miracoli (vedi risanamento conti).
La verità è che dopo la caduta del governo Prodi lo sbaglio enorme di Veltroni è stato quello di volersi separare dalla sinistra più vera, per andare verso posizioni di centro che non facevano che tradire la storia delle origini, che può evoluzionarsi ma non si può cancellare.
La verità è che la sinistra cosiddetta radicale era stata fedele mentre chi aveva tradito era stato chi si definiva di centro e che ora, probabilmente per riscattare il premio per aver fatto cadere il governo, si candida alle europee con il PDL.
La verità è che non si può continuare a flirtare con l’ UDC, che a seconda della convenienza si schiera a sinistra o a destra, e non rimediare all’ errore passato riavvicinandosi alla sinistra di rifondazione e compagnia varia.
La verità è che il Pd si dovrebbe riallineare a sinistra e che la sinistra radicale si dovrebbe riunire in un unica entità che smetta di sperperare i voti con inutili campalinismi anacronistici.
Per quanto riguarda IDV invece occorre sottolineare una crescita importante del partito che però non sfonda e che per farlo dovrebbe ora darsi una maggiore identità Sarda, magari studiando strategie condivise con IRS, oramai realtà politica regionale capace di indicare vie alternative (non necessariamente una indipendenza a mio avviso non indispensabile) da prendere seriamente in considerazione.
E’ infatti evidente che a livello regionale si può vincere con il contributo di entità politiche locali radicate nel territorio e che, per questo motivo, sono capaci di dialogare con la popolazione capendo e facendosi capire.